A pochi giorni dall'annuncio delle nomination, sono stati svelati i vincitori dei Nastri d'Argento 2026 per i migliori documentari. I Giornalisti Cinematografici hanno assegnato numerosi riconoscimenti, con un'attenzione particolare a opere che esplorano la realtà, la cultura cinematografica e storie di grande impatto sociale. "Attitudini: Nessuna" di Sophie Chiarello è stato proclamato Documentario dell'Anno, un'opera che cattura la storia di Aldo, Giovanni e Giacomo. Nella categoria Cinema del Reale, ha trionfato "Sotto le nuvole" di Gianfranco Rosi, mentre per Cinema, Spettacolo, Cultura sono stati premiati "Roberto Rossellini – Più di una vita" di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti, e "Ellroy vs L.A." di Francesco Zippel. Quest'ultimo esplora il complesso legame tra lo scrittore noir e la città di Los Angeles.
La sezione speciale dedicata alla Musica ha visto l'assegnazione del Nastro d'Argento a "Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco" di Cristiana Mainardi, un film che mette in luce la straordinaria carriera del musicista. Sono stati inoltre conferiti tre Premi speciali: a Toni D’Angelo per la regia di "Nino. 18 giorni", un ritratto del padre Nino D'Angelo; a Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes per "San Damiano", che racconta la vita ai margini attorno alla stazione Termini di Roma; e a Filippo Soldi per "Quarant'anni senza Giancarlo Siani", un toccante omaggio al cronista assassinato dalla camorra. Una menzione speciale è andata a "The Madmen Coach" di Carlo Liberatori, un documentario che narra la storia della prima nazionale senegalese di calcio per persone con problemi di salute mentale, evidenziando il potere inclusivo dello sport.
Il palmarès si completa con il 'Nastro della Legalità', assegnato a "Giulio Regeni – Tutto il male del mondo" di Simone Manetti, che rende omaggio alla memoria del ricercatore italiano e alla tenacia della battaglia per la giustizia e i diritti civili condotta dai suoi genitori e dall'avvocata Alessandra Ballerini. La selezione ufficiale ha preso in esame 195 documentari distribuiti nel 2025, tra film presentati nei festival, rassegne specializzate e opere trasmesse su reti o piattaforme televisive. Questi riconoscimenti celebrano la ricchezza e la diversità del panorama documentaristico italiano, promuovendo storie che ispirano e fanno riflettere, contribuendo a mantenere viva la memoria e a stimolare il dibattito culturale.
Attraverso queste narrazioni visive, il cinema documentario dimostra la sua capacità di far emergere verità nascoste, di celebrare talenti straordinari e di dare voce a chi è rimasto inascoltato. L'impegno dei registi e dei giornalisti cinematografici nel portare alla luce queste storie è un prezioso contributo alla cultura e alla consapevolezza sociale. Il riconoscimento di opere che affrontano temi di legalità, inclusione e memoria storica riafferma il ruolo fondamentale del cinema come strumento di denuncia, di riflessione e di stimolo al cambiamento positivo nella società.